Una serata indimenticabile, di quelle in cui il teatro incontra la storia e qualcosa di raro accade. Venerdì 18 luglio, il NurArcheoFestival, giunto alla sua XVII edizione, ha riportato la parola viva e la narrazione d’autore nel cuore della civiltà nuragica, trasformando l’area archeologica di S’Arcu ‘e is Forros, a Villagrande Strisaili, in un palcoscenico carico di suggestione.

Nurarcheofestival Villagrande 2025 PH Anna e Fabrizio Piroddi (2)

Nurarcheofestival Villagrande 2025 PH Anna e Fabrizio Piroddi

Protagonista della serata è stato Marco Baliani, con il suo coinvolgente spettacolo “Quando gli dei erano tanti”, per la regia di Maria Maglietta. Un viaggio narrativo tra le origini del mito e la spiritualità primitiva, che ha saputo fondere con sapienza la forza evocativa del teatro con la profondità del pensiero umano. Baliani ha guidato il pubblico in un percorso intenso, ironico e commovente, interrogandosi – e interrogandoci – sul senso del sacro, sul bisogno di credere, sull’eterna presenza del divino nella vita degli uomini. Le antiche pietre del santuario nuragico sembravano ascoltare in silenzio, partecipe, mentre la voce dell’attore restituiva vita alle memorie millenarie custodite dal sito.

Dopo Baliani, la scena è passata a Lucilla Giagnoni, che ha incantato il pubblico con il suo monologo “Casta Diva”, un’opera potente e visionaria ispirata alla celebre cavatina di Bellini dalla Norma – invocazione alla luna resa immortale dalla voce di Maria Callas. Giagnoni intreccia la figura della divina Callas con quella di Medea, regina mitica e tragica, per esplorare il misterioso intreccio tra arte, amore, cura e distruzione. In questo parallelismo, lo spettacolo indaga la potenza archetipica del femminile, mettendo in luce la capacità di creare e guarire, ma anche i tratti oscuri e devastanti che accomunano queste due icone. La voce dell’attrice, profonda e evocativa, ha risuonato come un’eco nel silenzio notturno del sito, creando un’atmosfera sospesa e coinvolgente.

La serata fresca, limpida, immersa nei profumi della macchia, ha contribuito a creare un clima di raccoglimento e bellezza. Un pubblico numeroso e attento ha seguito con trasporto ogni passaggio dello spettacolo, testimoniando quanto potente possa essere l’incontro tra teatro e archeologia, tra racconto e paesaggio.

Nurarcheofestival Villagrande 2025 PH Anna e Fabrizio Piroddi (2)

Nurarcheofestival Villagrande 2025 PH Anna e Fabrizio Piroddi

Il successo dell’evento è stato reso possibile anche grazie alla preziosa sinergia tra il NurArcheoFestival, Il Crogiolo e Archeonova Srl, la società in house del Comune di Villagrande Strisaili, nata con l’obiettivo di valorizzare e gestire in modo coordinato i siti archeologici del territorio. Archeonova promuove un’offerta culturale ampia e accessibile, fatta di visite guidate, laboratori didattici, percorsi tematici, conferenze ed eventi capaci di rendere questi luoghi non solo spazi da conservare, ma veri e propri centri di incontro, conoscenza e crescita condivisa.

La serata del 18 luglio ha dimostrato, ancora una volta, che è possibile costruire una proposta culturale di alto livello partendo dal territorio e dalla sua storia. A Villagrande il teatro non è stato solo spettacolo: è stato strumento di dialogo con il passato, esperienza collettiva, educazione alla bellezza. Un esempio concreto di come la cultura, se ben coltivata, possa diventare presidio, risorsa e visione per il futuro.

 

Nurarcheofestival Villagrande 2025 PH Anna e Fabrizio Piroddi (2)

Nurarcheofestival Villagrande 2025 PH Anna e Fabrizio Piroddi

 

 

Nurarcheofestival Villagrande 2025 PH Anna e Fabrizio Piroddi

Nurarcheofestival Villagrande 2025 PH Anna e Fabrizio Piroddi

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

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Il Cantico di Branduardi: una notte di musica, poesia e spiritualità alla Stazione dell’Arte di Ulassai.

Lunedì 21 luglio 2025, alle ore 21:30, nella cornice incantata della Stazione dell’Arte di Ulassai, andrà in scena Il Cantico, il concerto gratuito di Angelo Branduardi che unisce parole, musica e spiritualità in un evento capace di toccare il cuore e risvegliare lo spirito. Lo spettacolo, parte del Festival Un Filo Bianco, rappresenta un’occasione rara per vivere un’esperienza intensa tra note senza tempo, poesia francescana e riflessione profonda sull’umano.

La locandina

La locandina

Branduardi, accompagnato dalla sua band composta da Fabio Valdemarin alle tastiere, Nicola Oliva alla chitarra, Stefano Olivato al basso e Davide Ragazzoni alla batteria, porta sul palco un omaggio potente alla figura di Francesco d’Assisi, otto secoli dopo la nascita del Cantico delle Creature. Il Cantico non è solo un’esibizione musicale, ma una vera meditazione in forma di concerto, una narrazione in musica che risuona con la forza luminosa del messaggio francescano, capace ancora oggi di parlare di pace, fratellanza e rispetto per ogni essere vivente. L’evento si inserisce nel programma Un Filo Bianco, un percorso artistico e culturale ispirato al pensiero di Emmanuel Levinas, che pone il volto umano come simbolo di responsabilità e relazione, un volto che chiede ascolto, riconoscimento e cura. In questa prospettiva, lo spettacolo di Branduardi assume una valenza profonda, quasi liturgica, dove ogni nota diventa un gesto che restituisce dignità allo sguardo dell’altro, come nella Veronica che asciuga il volto di Cristo: un atto di compassione che svela, dietro la sofferenza, la luce della divinità nell’uomo. L’ingresso al concerto è gratuito ma con prenotazione obbligatoria; i cancelli apriranno dalle ore 20:00 alle 21:00, e dopo le 21:00 i posti non occupati verranno riassegnati. Sarà disponibile un’area parcheggio nelle immediate vicinanze per facilitare l’accesso al pubblico. L’iniziativa è resa possibile grazie al sostegno dell’Unione Europea – NextGenerationEU, nell’ambito dell’Intervento n. 25 Un Filo Bianco, parte del progetto Ulassai: dove la natura incontra l’arte, finanziato dal PNRR – M1C3 Cultura – Misura 2 – Investimento 2.1 “Attrattività dei Borghi” – Linea A. Il Cantico è un invito a rallentare, ad ascoltare, a lasciarsi attraversare dalla bellezza e dall’intensità di un’arte che non cerca solo applausi, ma contatto autentico. Una serata irripetibile in cui la voce e la musica di Angelo Branduardi si fanno guida, specchio e rifugio per chiunque voglia lasciarsi toccare da una musica che parla all’anima.

 

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Fonte: Ogliastra News La Redazione

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“Riva Luigi ’69 e ’70. Cagliari ai dì dello scudetto” in scena a Tortolì.

Cada Die Teatro porta in scena a Tortolì un omaggio a un campione indimenticabile

Per la rassegna Incontri Ravvicinati di Rossolevante il 18 luglio al teatro tenda San Francesco.

Lo spettacolo in scena a Tortolì

Lo spettacolo in scena a Tortolì

Che spettacolo martedì sera al teatro tenda San Francesco con Lunas portato in scena dalla storica compagnia teatrale Fueddu e Gestu, diretta da Giampietro Orrù. Nove frammenti di vari spettacoli del loro grande repertorio offerti al pubblico di Tortolì. Quarantacinque anni di attività teatrali, che hanno confermato – come se ce ne fosse bisogno – cosa vuol dire essere fare arte ed essere artisti: una performance energica, fatta di poesia, parola, immagine, musica, mito e contemporaneità.

Il sipario si alza nuovamente, venerdì 18 luglio, alle 21:30, con lo spettacolo dedicato a un fuoriclasse del pallone, il ritratto di un campione in campo e non solo. Un omaggio a Gigi Riva, un uomo straordinario e indimenticabile, della compagnia Cada Die Teatro. Riva Luigi ’69 ’70. Cagliari ai dì dello scudetto di e con Alessandro Lay, luci Giovanni Schirru, suono Matteo Sanna, scene Mario Madeddu Marilena Pittiu Matteo Sanna Giovanni Schirru, organizzazione Tatiana Floris.

“Nel 1970, quando il Cagliari divenne campione d’Italia, io avevo 8 anni – racconta il regista e attore Alessandro Lay – Non ricordo molto dello scudetto, ma ricordo come era la città, come ci vestivamo, come ci appendevamo ai tram per non pagare, l’album della Panini e le partite ‘a figurine’ sui gradini della scuola elementare. Ricordo il medagliere, con i profili dei giocatori del Cagliari sulle monete di finto, fintissimo oro da collezionare. E ricordo vagamente un ragazzo schivo, a volte sorridente, che guardava sempre da un’altra parte quando lo intervistavano. Un ragazzo che puntava i pugni in terra e si faceva tutto il campo correndo ogni volta che segnava un gol…”

 

La compagnia teatrale ogliastrina Rossolevante in questa decima edizione di Incontri Ravvicinati ha orchestrato un calendario di appuntamenti teatrali per tutto il mese di luglio, con due spettacoli a cadenza settimanale, riunendo sette compagnie teatrali isolane per offrire al pubblico una rassegna teatrale densa di significati, storie, riflessioni e di sguardi lunghi sul presente che vanno oltre i confini e le apparenze. Otto spettacoli, in scena al teatro tenda San Francesco di Tortolì, alle 21:30, dal 4 al 25 luglio. Direzione artistica di Juri Piroddi.

La rassegna Incontri Ravvicinati 2025 è realizzata con il contributo dell’Assessorato alla Cultura della Regione Sardegna e del Comune di Tortolì.

 

 

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Fonte: Ogliastra News La Redazione

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L’Ogliastra si prepara ad accogliere tre serate imperdibili dedicate al fumetto, al cinema e alla riscoperta del mito nuragico. Protagonista assoluto sarà “Shardana”, il nuovo graphic novel firmato da Mauro Aragoni, autore sardo noto per Nuraghes, That Dirty Black Bag e sceneggiatore di Dylan Dog. Insieme al disegnatore Stefano Garau, Aragoni incontrerà i lettori in tre tappe ogliastrine con presentazione e firmacopie del volume.

Ispirato al mito dei feroci mercenari nuragici, “Shardana” ha già conquistato il pubblico con il sold out al Giocomix di Cagliari e l’entusiastica accoglienza all’Etnacomics. Ora la storia approda nella terra natale del suo autore, tra atmosfere suggestive e un programma ricco di contenuti.

Durante gli incontri, Aragoni e Garau racconteranno la genesi del fumetto, il lavoro creativo dietro le quinte, parleranno delle esperienze nel mondo del cinema e della sceneggiatura per Dylan Dog, fino a offrire anticipazioni sui prossimi progetti in cantiere.

Ecco le date da segnare in agenda:

18 luglio – Tortolì, ore 19:15, Biblioteca Comunale: la serata, presentata da Nadir Congiu, vedrà anche la partecipazione dell’artista Andrea Loddo con una Mostra Nuragica di pezzi unici – bronzetti, spade e scudi – ispirati all’antica civiltà nuragica.

19 luglio – Lotzorai, all’interno della rassegna Costellazioni Letterarie: un’occasione per riflettere sul potere del racconto visivo e sulla Sardegna come terra di storie epiche.

20 luglio – Lanusei, ore 19:00, nella suggestiva cornice delle Tombe dei Giganti al Bosco Selene: un evento immersivo dove natura e leggenda si incontrano.

Tre serate in cui Mauro Aragoni porterà la sua visione potente e autentica, tra firmacopie, incontri e dialoghi sul fumetto come strumento di racconto identitario.

Un viaggio tra storia e immaginazione, da vivere dal vivo. Non mancate.

L’articolo Mauro Aragoni presenta “Shardana”: tre appuntamenti in Ogliastra con firmacopie e fumetto d’autore proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

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Le campane scandiscono da sempre il tempo delle comunità: sono musica, ritmo, ricordo. Sono corpo vivo di una tradizione che resiste, si trasforma, e chiede di essere ancora tramandata. È da questo sentire profondo che nasce Mannoi, documentario di Riccardo Santorsola e Irene Coni, ideato dal giovane irgolese Luca Lai.

Attraverso immagini, suoni e gesti, il film restituisce il valore culturale e musicale di un sapere antico, trasmesso di generazione in generazione. Un sapere che oggi rischia di scomparire, ma che in Mannoi torna a vibrare con forza e dignità. Non è un caso che il titolo scelto, in lingua sarda, richiami la figura del nonno: mannoi, appunto, simbolo di radici profonde e ponte affettivo tra memoria e futuro.

“L’idea è nata dalla consapevolezza maturata stando accanto a sos mannos de vida” – racconta Luca Lai – “custodi preziosi di un sapere pratico che non solo va preservato, ma soprattutto trasmesso”.

Il documentario raccoglie le testimonianze degli ultimi campanari in attività, uomini che con le loro mani hanno dato voce al bronzo per decenni. Ne racconta le tecniche, i segreti, i rituali. Ma soprattutto le dinamiche sociali e comunitarie legate al suono delle campane, veri e propri strumenti di coesione e identità.

Il doc Mannoi

Un filo rosso identitario che accompagnerà anche la serata di venerdì 4 luglio. “A proposito di restituzione, sarà per noi l’occasione di ringraziare la comunità – sottolineano gli autori – perché ci ha accolto, ascoltato, insegnato. Il dono che abbiamo ricevuto dalla comunità di Irgoli è stato grande, e ogni dono crea un legame. Un legame che speriamo sia reciproco e duraturo.”

La prima proiezione pubblica di Mannoi si terrà proprio a Irgoli, venerdì 4 luglio alle ore 21:30, nella suggestiva cornice di Piazza San Giuseppe. L’evento, patrocinato dal Comune, sarà aperto a tutta la cittadinanza: un’occasione per vedere insieme un racconto che appartiene a chi lo ha vissuto.

Girato interamente in lingua sarda, Mannoi ha già conquistato attenzione a livello internazionale: selezionato tra gli Special Invited Films del 4th China Musics Ethnographic Film Festival (CMEFF), sarà proiettato il prossimo 18 luglio presso l’Art Screening Hall dello Shanghai Film Museum.

Un’opera che nasce in Sardegna, ma parla al mondo intero: di tradizione, di suono, di memoria viva.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

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C’è chi arriva in Sardegna con l’animo carico di aspettative da cartolina: mare cristallino, spiagge affollate, l’estate che brucia e poi svanisce. Andrea Negro, scrittore e giornalista romano che oggi vive tra Legnano e il Lago Maggiore, ha fatto il contrario. È sbarcato a Olbia con uno zaino pieno di cinismo metropolitano, deciso a cercare un’isola diversa. L’ha trovata. E quella scoperta gli ha cambiato la vita.

L’isola muta è il diario appassionato del viaggio che Negro ha compiuto in Sardegna nel 2021, in sella a uno scooter. Un mese da solo, senza  tappe obbligate, inseguendo una Sardegna  più silenziosa, più vera. Lontana dai riflettori delle coste, più vicina all’anima.

Il suo cammino comincia nel cuore selvaggio del Supramonte, tra le fenditure maestose del canyon di Gorropu, le voci discrete degli anziani di Urzulei, le rocce che sembrano parlare. Poi scende verso l’Ogliastra, terra sospesa tra montagna e mare, e prosegue tra le dune desolate del Sulcis Iglesiente e le sabbie di quarzo del Sinis, che brillano sotto un sole che non perdona e non consola. È lì che Andrea Negro incontra il silenzio — quello pieno, che riempie i pensieri e svuota i pesi.

L’Isola Muta

Quella Sardegna, vissuta passo dopo passo, non gli esce più dal cuore. Tre anni dopo ci torna, questa volta fermandosi a Seulo, in Barbagia. Un paese fuori dal tempo, dove l’ospitalità non è un gesto, ma un’identità. Dove la generosità della terra è palpabile, e lo fa vacillare: e se restassi? Se questa non fosse più solo una tappa?

Nel libro si alternano pagine intense, riflessioni intime e improvvisi lampi di ironia. Negro racconta la sua trasformazione con una scrittura viva, leale, mai compiaciuta. La Sardegna che descrive non ha bisogno di essere abbellita: è già profondamente bella nella sua autenticità, nei suoi silenzi, nella sua gente.

“L’isola muta” non è un libro sulla Sardegna. È un libro con la Sardegna, in cui l’autore cede il passo ai luoghi, alle voci, agli incontri. È il racconto di un uomo che parte da turista e finisce per sentirsi ospite, poi amico, poi quasi figlio adottivo di un’isola che, senza fare rumore, gli si è infilata dentro.

Ora Andrea Negro torna in Sardegna per incontrare i lettori. Il suo tour toccherà molti dei luoghi che lo hanno ispirato. Ma non per spiegare la Sardegna a chi la conosce da sempre: semmai per restituire, con gratitudine e rispetto, quello che questa terra gli ha regalato. E magari, chissà, per ricevere ancora qualcosa in cambio.

Nella locandina trovate tutte le tappe e i dettagli.

Locandina eventi L’isola Muta

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

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Un vero e proprio fiume di persone ha attraversato Lanusei nel weekend appena trascorso in occasione della Fiera delle Ciliegie, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate ogliastrina. Famiglie, giovani, bambini, turisti e visitatori da tutta l’Ogliastra e oltre hanno affollato le vie del centro, trasformate per l’occasione in un grande palcoscenico a cielo aperto, dove si sono intrecciati sapori, colori e tradizioni.

I vicoli del paese, decorati con cura e attenzione, hanno accolto centinaia di persone immerse in un’atmosfera festosa e genuina. Lungo il percorso, cantine aperte e bancarelle colme di prodotti locali hanno deliziato i visitatori con degustazioni di vini, formaggi, dolci tipici e naturalmente le regine della festa: le ciliegie, dolci e succose, protagoniste indiscusse dell’evento.

Non sono mancate le attività più amate: come da tradizione, si è tenuta l’attesissima gara dello sputo del nocciolo, momento di grande allegria e partecipazione, seguita da balli in piazza al ritmo travolgente dell’organetto, che ha fatto danzare grandi e piccoli fino a tarda sera.

A rendere ancora più coinvolgente l’evento, le sfilate dei gruppi folk in abiti tradizionali e la presenza delle maschere tipiche della Sardegna, che hanno animato il centro storico con la forza evocativa dei riti antichi. Ad arricchire il programma, spettacoli, musica itinerante, laboratori e intrattenimento per tutta la famiglia.

La Fiera delle Ciliegie si conferma così una vera e propria festa di comunità, capace di unire tradizione e accoglienza, cultura e condivisione.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

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Un viaggio intimo e collettivo verso le radici, la memoria e l’identità: è questo il cuore di “Ritorno a Gardalis”, la nuova mostra dell’artista bariese Michele Mulas, che verrà inaugurata venerdì 20 giugno alle ore 20:30 presso il MAB – Museo Arte e Bellezza, in vico III Trento a Bari Sardo.

L’evento, curato da Caterina Ghisu, Simone Mereu e Nicoletta Zonchello, è patrocinato dal Comune di Bari Sardo e realizzato con la collaborazione di numerose realtà del territorio. Non si tratta di una semplice esposizione: “Ritorno a Gardalis” è un’esperienza immersiva, un racconto visivo e sensoriale che accompagna i visitatori lungo le tappe più significative del percorso artistico e umano di Mulas.

Le opere esposte, cariche di simbolismo e tensione emotiva, tracciano un dialogo profondo tra passato e presente, tra l’artista e la terra che lo ha visto nascere. Gardalis, antico toponimo legato al territorio, diventa così metafora di ritorno, riconnessione e riscoperta.

La serata inaugurale sarà arricchita da una serie di eventi pensati per coinvolgere il pubblico in tutte le dimensioni dell’arte: una performance di poesie in musica, una proiezione multimediale e un aperitivo conviviale. Sarà un’occasione per incontrarsi, dialogare e sentirsi parte di una comunità viva e attenta alla cultura.

“Ritorno a Gardalis” è un invito a lasciarsi attraversare dall’arte, a rallentare, a guardare dentro e attorno a sé con occhi nuovi.

L’appuntamento è per il 20 giugno al MAB di Bari Sardo: un evento da non perdere per chi ama l’arte, la cultura e il senso di appartenenza.

L’articolo “Ritorno a Gardalis”: la mostra di Michele Mulas al MAB di Bari Sardo proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

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Nel cuore dell’Ogliastra, incastonato tra i Tacchi, canyon spettacolari ememorie tessili, il borgo di Ulassai si prepara ad accogliere Legarti, un progetto di residenza d’artista internazionale che trasforma l’eredità di Maria Lai in nuove visioni contemporanee. Finanziato nell’ambito del PNRR M1C3 Turismo e Cultura, Intervento 2.1 “Attrattività dei Borghi” Linea A e promosso dal Comune di Ulassai, Legarti è molto più di una residenza artistica: è un dispositivo culturale e sociale, un percorso di rigenerazione in cui l’arte diventa linguaggio collettivo, pratica condivisa e strumento di trasformazione del paesaggio, tanto fisico quanto simbolico.

Come riportato nella nota stampa del Comune, oltre dieci artisti e collettivi internazionali provenienti dalla Sardegna, dall’Italia, dall’Europa e da altri contesti extraeuropei si alterneranno tra giugno 2025 e la primavera 2026, dando vita a una costellazione di progetti site-specific pensati per dialogare con la comunità, con
l’identità stratificata del territorio e con il patrimonio ambientale, in un processo creativo che intreccia passato e presente, memoria e visione, arte e vita quotidiana. Legarti è un progetto nato dalla volontà del Comune di Ulassai di dare forma a un nuovo modello di rigenerazione culturale e sociale, a partire dal proprio territorio e con il coinvolgimento diretto della comunità.

La progettazione è stata curata internamente dagli uffici dell’Area tecnica del Comune di Ulassai, in stretta e proficua collaborazione con la curatrice Valentina Anselmi, vincitrice del concorso nazionale promosso dalla Scuola Nazionale Patrimonio Attività Culturali nell’ambito di “Laboratori di territorio. Un percorso di accompagnamento ai Comuni vincitori del Bando Borghi”.

Questa sinergia rappresenta una delle prime e più significative sperimentazioni culturali avviate nell’ambito del progetto Legarti, testimoniando la capacità del Comune di Ulassai di attivare processi progettuali innovativi a partire dalle proprie risorse interne e di aprirsi a collaborazioni qualificate, in un’ottica di crescita condivisa. Legarti affonda le sue radici nella storia di Ulassai e nel pensiero di Maria Lai, la cui poetica del legame tra persone, luoghi e narrazioni costituisce il cuore ideale dell’intero programma.

Fondamentale per la realizzazione e lo sviluppo del progetto è una solida rete di collaborazioni intersettoriali che coinvolge enti di ricerca, università sarde e italiane, musei, cooperative, imprese culturali e aziende del territorio. Sinergie che permettono agli artisti di confrontarsi con saperi scientifici, artigianali ed economici, rafforzando il legame tra il mondo dell’arte e quello della ricerca, della produzione e dell’innovazione contribuendo a costruire un ecosistema creativo aperto, inclusivo e duraturo, capace di generare valore culturale e sociale ben oltre la durata della singola residenza.

Il nome stesso del progetto Legarti evoca un doppio movimento: da un lato l’atto di connettere, unire, intrecciare esperienze e linguaggi; dall’altro, il desiderio di creare un legame duraturo tra arte e territorio, tra chi arriva e chi abita, tra pratiche contemporanee e tradizioni locali. L’intento è quello di consolidare il ruolo del borgo come centro vivo di produzione artistica contemporanea, capace di attrarre artisti e visitatori da tutto il mondo. Allo stesso tempo, Legarti punta a stimolare il senso di appartenenza della comunità locale, rafforzando la consapevolezza del proprio patrimonio e il desiderio di custodirlo, reinterpretarlo e raccontarlo. Particolare attenzione sarà rivolta all’inclusione delle diverse fasce d’età dai bambini agli anziani e al coinvolgimento attivo di scuole, associazioni e cittadini, affinché l’arte diventi veicolo di dialogo tra generazioni e strumento per immaginare insieme nuovi futuri.

Come sottolinea il Sindaco del Comune di Ulassai e Presidente della Fondazione Stazione dell’Arte, Ing. Giovanni Soru: «Con Legarti vogliamo realizzare ciò che Maria Lai aveva immaginato per il suo paese: fare di Ulassai una casa per gli artisti, un luogo di accoglienza e ispirazione dove l’arte contemporanea possa radicarsi nel paesaggio e nella vita della comunità. Questa residenza internazionale non è solo un progetto culturale, ma un atto politico di visione e responsabilità. È un investimento sul nostro territorio, sulla sua identità e sul suo futuro. Abbiamo scelto di scommettere su un approccio multidisciplinare, relazionale e profondamente partecipativo, dove arte, natura e scienza dialogano e la comunità non è spettatrice, ma protagonista attiva del cambiamento. Ulassai si apre al mondo e alla pluralità dei linguaggi artistici dalla fotografia alla scultura, dalla ceramica al tessile design, dall’arte concettuale alla performativa in una continua riscrittura del legame tra cultura, natura e cittadinanza».

Il primo appuntamento è previsto dal 12 al 22 giugno 2025, con la residenza dello studio di graphic design FIONDA (Torino), noto per le sue collaborazioni con istituzioni culturali e musei in tutta Europa. Durante il soggiorno a Ulassai, FIONDA svilupperà l’identità visiva del progetto Legarti attraverso workshop e una ricerca visiva partecipata che culminerà in una mostra aperta al pubblico presso il CAMUC – Casa Museo Cannas (fionda.eu). Con Legarti, Ulassai si conferma ancora una volta laboratorio d’avanguardia e luogo fertile per l’arte che nasce dall’ascolto, dalla relazione e dal desiderio di costruire paesaggi condivisi.

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Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

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A San Vito, nel 2023, è stato inaugurato un murale imponente dedicato a Luigi Lai, il più grande maestro delle launeddas, conosciuto in tutto il mondo.

L’opera, realizzata dall’artista Stefano Pani, raffigura l’anziano musicista con il suo inseparabile strumento tradizionale, simbolo della Sardegna più autentica.

Quel murale, nato nel 2023, oggi domina il paesaggio urbano come una testimonianza viva di un patrimonio culturale che non smette di parlare al cuore.

L’articolo Il maestro di launeddas Luigi Lai, famoso in tutto il mondo, “suona” da un murale in un comune sardo: dove ci troviamo? proviene da ogliastra.vistanet.it.


Fonte: Ogliastra News Michela Girardi

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